«Non credo neanch’io alla razza». Gentile e i colleghi ebrei

By | agosto 25, 2016

«Non credo neanch'io alla razza». Gentile e i colleghi ebrei libro di Simoncelli Paolo


Paolo Simoncelli




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  • «Non credo neanch'io alla razza». Gentile e i colleghi ebrei: I rapporti di stima e di amicizia tra Gentile e molti colleghi ebrei si
    intensificano dopo le leggi razziali. Il ricorso a Gentile per consiglio, per
    aiuto, non rimane vano. Gentile incontra Mussolini a palazzo Venezia la sera
    del 29 agosto 1938. Testimonierà di avergli detto ben chiaro di non credere
    alla razza. Procederà a protestare col duce e ad aiutare i colleghi ebrei; e
    non solo privatamente. Ripetute e pubbliche le sue prese di posizione
    antirazziali. L’ampia documentazione inedita raccolta, dagli epistolari agli
    atti d’ufficio presso i ministri dell’Educazione nazionale e della Cultura
    popolare, Bottai e Pavolini, dimostra la gamma varia ma costante di interventi
    a sostegno di intellettuali ebrei, noti e meno noti che vedono in Gentile il
    loro unico sostegno. Emerge per contro l’amara constatazione dell’opportunismo
    anche antisemita, il coro pubblico di non richiesto sostegno razzista di ben
    altri e insospettabili esponenti della cultura italiana, poi corsi nel
    dopoguerra a “cancellare le tracce” del loro vergognoso comportamento.

    The relationship of esteem and friendship between Gentile and several colleagues Jews intensified after the racial laws. The use of Gentle for advice, for help, remains futile. Dear meets Mussolini at palazzo Venezia on the evening of August 29, 1938. Will witness told him clearly that he did not believe the breed. Will proceed to remonstrate with the duce and to help fellow Jews; and not only privately. Public and repeated its standpoint racism means. The extensive documentation collection, unpublished correspondence to official acts at the Ministers of education and popular culture, Coopers and Pavolini, demonstrates the diverse range but steady of interventions in support of Jewish intellectuals, known and unknown who see Friendly their sole support. Emerges for against the bitter realization of opportunism even anti-Semitic, unsolicited support racist public chorus of quite different and unsuspected representatives of Italian culture, then courses after the war to “erase the traces” of their disgraceful behavior.

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